WHITE SPOSA (17) - The Ethnic Issue 2000

Biografia di Stefano Anselmo

Stefano Anselmo esercita la sua attività in molteplici campi della moda, al fianco dei migliori stilisti nelle sfilate del "Prè à Porter" di Firenze e dell'alta moda di Milano e Roma. Collabora con le più note riviste e agenzie pubblicitarie, firmando campagne stampa e televisive, fino alla discografia, dove, tuttora è presente nella realizzazione di copertine per dischi realizzati da autori di grande prestigio nel campo della musica leggera.

Suoi sono i maquillages delle folli copertine di Mina, con cui collabora dal '77 (copertine dei dischi, definizione dell'immagine in generale, del trucco, in post-produzione, interventi al computer grafico, ecc.). Gli innumerevoli look della fatale Anna Oxa (dall'83 fino al look "acqua e sapone" del 2001 con la creazione di circa una ventina di look diversi per CD, festival di Sanremo, " Fantastico 1 ", " Fantastico 2 " e altri spettacoli televisivi).

Consulente d'immagine e trucco per servizi fotografici, campagne pubblicitarie, video-clip musicali, di : Alice, Gianni Bella, Marcella Bella, Loredana Bertè, Renata Cossotto, Garbo, Gigliola Cinguetti, Giole Dix, Riccardo Fogli, Flavia Fortunato, Raina Kabaiwanska, I Pooh, Mia Martini, Benedetta Mazzini, Milva, Massimiliano Pani, Platinette, Regine, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Stirling St. Jaques, The Event, Ami Steward, Caterina Valente, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Renato Zero, ecc.

Ha curato gli effetti speciali di numerosi spot pubblicitari : HAAS, tessuti per l'arredamento (qui il corpo di una donna si trasforma in tessuto disegnato), gli orologi antropomorfi dei biscotti Galbusera, il Re-Topo del formaggio Auricchio, gli occhi truccati con " ali di farfalle vere " degli orologi Mondia, e quelli decorati con piume della linea femminile intima Sognando - La Perla, ecc.

Insegnante quasi per vocazione, ha lavorato in molti paesi d'Europa, in Medioriente, in Africa e negli Stati Uniti.

Stefano Anselmo vanta al suo attivo oltre duecento articoli scritti per le maggiori riviste di settore: Les Nouvelles, Estethiques, Salon, La Pelle Beauty, Esthetitaly, Fashion dove intrattiene i lettori trattando di trucco, moda e di tutto ciò che è legato al mondo dell'immagine.

E' anche autore di parecchie pubblicazioni librarie, perlopiù tecniche, sul trucco e sull'Africa.

E' presente, coi suoi filmati, relazioni ai congressi L.N.E. nel mondo: Italia, Austria Francia, Israele, Portogallo, Russia, Senegal, Spagna, Stati Uniti, Svizzera.

Appassionato ricercatore sugli usi cosmetici è intervenuto come relatore unico al seminario su " usi cosmetici e acconciature nell'antico Egitto " in occasione del Festival della Scienza di Genova e presso l' Università degli Studi di Trieste, nell'ambito della Casa della Vita.

Dal 2003 ha iniziato una collaborazione con l' Università I.U.L.M. di Milano dove ha tenuto lezioni sul costume africano all'interno di " Esperto nei Processi di Integrazione Multietnica ". Nello stesso anno è nata una fruttifera collaborazione con la rivista FOCUS in veste di consulente storico del trucco; nascono le ricostruzioni di personaggi dell'antichità : Focus Extra autunno " Antico Egitto " ; Focus Storia " Fascismo "; Focus Storia " Antica Grecia ", Focus Storia " Garibaldi "; Focus Storia " Sesso e Potere "; Focus Storia " Sesso Sacro "; Focus Storia " Scontri di Civiltà "; Focus Storia " Mafia Story ".

Stefano, da molti anni, è anche formatore di fama internazionale: ha tenuto seminari di formazione e d'approfondimento (per professionisti e cultori di moda spettacolo, comunicazione, estetica e trucco; truccatori, parrucchieri e costumisti " storici "), presso istituti, scuole del settore in Italia e all'estero, tra i quali : European Fashion School, il Tessile di Como, CEP Comune di Milano, IULM di Milano, Agorà, CLAAI di Napoli e Salerno.

Il metodo d'insegnamento adottato, assoluto elemento di esclusività, è il "Metodo Stefano Anselmo"©: depositato come Proprietà Intellettuale e protetto da Copyright, è la risultante di un pensiero filosofico unito a una tecnica inedita, perfezionato in oltre 40 anni di insegnamento e di lavoro, e di elaborazione dei volti. 

Il suo più noto libro di testo "Diventare esperti di Trucco", utilizzato in numerosissime Scuole e da centinaia di professionisti, è in costante evoluzione, mantenendosi sempre l’assoluto riferimento del settore. 

Dalla sua Scuola sono usciti centinaia di truccatori, molti dei quali oggi sono apprezzati professionisti in Europa, in America e in Asia. Oggi, dopo essere stato Direttore Didattico e Artistico delle più importanti scuole d’Italia, è Presidente della sua “Accademia Stefano Anselmo," ateneo di formazione internazionale con sede a Milano e partner in tutta Italia.

 

Intervista a Stefano

È nata Accademia Stefano Anselmo International Beauty Factory Milano, ateneo di formazione professionale decisamente innovativo: la Scuola del noto Maestro, unitamente ad uno Staff composto da illustri professionisti del settore, che condivide il metodo di insegnamento Stefano Anselmo, svolgerà programmi strutturati e diversificati  pensati per i futuri make-up artist o per i tanti professionisti  che vogliono approfondire e migliorare il loro know-how attraverso qualificati corsi di aggiornamento professionale.

 

Volete saperne di più? Leggete la nostra intervista a Stefano Anselmo!

 

 

INTERVISTA:

 

Stefano, come nasce l’idea di creare una nuova Accademia Internazionale a Milano?

 

Il mondo del make-up in questi ultimi anni si è evoluto tantissimo, ed oggi è complesso e articolato. Così come la figura del Make-up Artist. Esistono truccatori specializzati nel trucco di bellezza, abili aggiustatori delle piccole inadeguatezze dei volti; i fashion-maker, veri liturghi del trend staccati delle problematiche del make-up quotidiano; gli operatori del cinema, della televisione e del teatro: tutte specializzazioni che richiedono competenze e esperienze radicalmente diverse tra loro. Vi è poi chi sceglie l’effettistica, branca totalmente autonoma e tecnicamente avulsa dai meccanismi che regolano sia il trucco di bellezza tout-court sia quello di tendenza. Oppure chi sviluppa prevalentemente la componete artistico-decorativa, specializzandosi nella Body Art.
Tutto ciò appare in netto contrasto con la visione più diffusa della figura del truccatore, che viene troppo spesso associata a quella dell’estetista o del parrucchiere. 

La mia quarantennale esperienza mi ha reso evidente la necessità di strutturare corsi molto più approfonditi per qualificare al meglio le diverse figure professionali del trucco, selezionando docenti in possesso dei più elevati requisiti tecnici e relazionali, tali da mantenere il progetto “Accademia Stefano Anselmo” sempre ai massimi livelli qualitativi di offerta formativa. 

Inoltre, la nostra “mission” è quella di preparare nel modo migliore i giovani al mondo del lavoro che li aspetta: attraverso accordi e collaborazioni con diversi Partner del mondo dello spettacolo e della moda (studi fotografici, teatri, produzioni televisive, fashion stylist, eventi moda, redazioni di giornali specializzati, siti web, blog ecc), durante il percorso didattico gli allievi potranno vivere in prima persona anche il mondo del lavoro attraverso varie e diversificate lezioni “sul campo”; ciò permetterà loro di essere in perfetta sintonia con il mercato una volta terminati gli studi, di meglio identificare le proprie attitudini/specificità e di scegliere con chiarezza il proprio, successivo, percorso professionale. Stiamo valutando anche l'opportunità di dare, ai migliori di ogni corso, una concreta e reale possibilità di impiego nei vari settori di destinazione, attraverso partnership qualificate che stiamo definendo.

 

Quali sono i corsi che l’accademia propone?

 

Di tutto un po’: dalla formazione di base al trucco fashion, a quello per lo spettacolo con un introduzione agli effetti speciali estemporanei, fino al trucco decorativo e/o body painting arrivando alle vette del trucco digitale, oltre a tantissime altre materie presenti nel programma didattico annuale.

Inoltre, terremo seminari full immersion per adattare i programmi alle esigenze di chi vorrebbe frequentare ma non ne  ha il tempo. Organizzando uno studio intensivo di pochi giorni o un corso da sviluppare in appuntamenti settimanali regolari, è possibile accontentare anche i volenterosi più impegnati.

 

E i corsi della Scuola di Milano, in cosa differiscono dagli altri? 

 

Sono concettualmente diversi, soprattutto i corsi annuali che vorrei portare al biennio. Con una frequentazione settimanale intensa di 6/8 ore al giorno si può portare avanti una formazione veramente completa, soprattutto per il contenuto didattico e di quella che io chiamo cultura professionale, alla quale dedicheremo ampio spazio anche attraverso il ricorso all'interattività garantita dalle moderne tecnologie.

 

In che cosa consiste?

 

Il primo livello rappresenta la base dalla quale non si può prescindere. Un truccatore che non abbia una buona preparazione non è in grado nemmeno di acquisire la tecnica corretta.

Per esempio, è molto importante conoscere l’anatomia: per simulare un’occhiaia devi sapere che capovolgendo i giochi dei chiaroscuri riesci a ottenere quell’effetto, ma è necessario conoscere le regole fondamentali del make-up così come la conformazione del viso”. Acquisire la visione a 360 gradi del mondo cosmetico significa anche saper usare i diversi prodotti a seconda dei rispettivi utilizzi. Nell’insegnamento italiano, in genere manca la cultura dell’immagine a cui il nostro mestiere è indissolubilmente legato. Un professionista del trucco deve nutrirsi di immagini di decorazione e di arte nel senso più generale; del look delle star, dovrebbe essere interessato a tutto ciò che, come dire, può essere visto: fotografie, campagne pubblicitarie, opere di grafica e di pittura, lo stile degli arredamenti, dei mobili stessi, moderni e antichi, spot, videoclip, la linea delle automobili e quella degli abiti nelle sfilate di moda. Insomma, qualsiasi fonte etnografica o di antropologia che permetta di venire a contatto con il punto di vista estetico di un popolo, col suo modo di fare arte sia sugli abiti - o non abiti – che indossa, sia su qualsiasi altro oggetto inanimato che faccia parte del suo entourage culturale.

 

Il metodo d’insegnamento è quello che hai messo a punto dopo anni di lavoro e di lezioni: di cosa si tratta?

 

Il mio Marchio è registrato, e il “Metodo Stefano Anselmo”è depositato come Proprietà Intellettuale e protetto da Copyright. E’ la risultante di più di 40 anni di insegnamento e di elaborazione delle facce, in tutti i sui aspetti.. Descriverlo dettagliatamente qui è impossibile, lasciamo che lo scoprano i nostri allievi!

 

Chi sono gli altri insegnanti che faranno parte dell’accademia?

 

In gergo si dice Senior Expertise: sono le persone che in questi anni mi hanno permesso di sviluppare i mie programmi più articolati. Nessuna “star” tra noi, ma tutti grandi professionisti con la vocazione alla concretezza, alla cura dei particolari e alla sostanza...e un più bravo dell’altro.

Avremo comunque anche presenze note, sia del nostro settore che del mondo dello spettacolo e della moda, che con le loro testimonianze aiuteranno a vivere il “dietro le quinte” dei grandi show e dei grandi appuntamenti, dove non si può sbagliare e la preparazione fa la differenza. In ogni caso, posso assolutamente garantire che il nostro Team di docenti sarà di primissimo livello!

 

I tempi cambiano, il mondo del lavoro cambia e cambiano i requisiti dei professionisti: quali sono, a tuo parere, gli strumenti essenziali che un bravo truccatore deve possedere?

 

Come in ogni altra professione la crescita è continua. Nella mia biografia ad esempio, spiego, stupendomi io per primo, come una serie di concomitanze, apparentemente senza nesso col mio lavoro, si sono poi rivelate molto utili. Esperienze che mi hanno arricchito sia sul piano umano che su quello professionale. In sostanza: “fai quello che sei”. Ergo, la professione di truccatore può essere esercitata con più o meno serietà, consapevolezza o competenza. Si può aspirare a essere uno stimato professionista oppure ci si può accontentare di far l’incipriatore di facce aspettando lo stipendio a fine mese o, ancora, accettare passivamente quel che passa il convento accontentandosi di eseguire ogni tanto qualche trucchino da sposina. Ognuno di noi sceglie la strada più comoda o più vicina alle proprie preferenze o necessità. Anche perché dirsi “truccatore”, di per sé, non significa molto perché esistono grandi differenze tra le varie specializzazioni. Che, oltre a quelle più note, come Effetti speciali o Trucco Teatrale, comprendono ulteriori suddivisioni anche nell’ambito del trucco di bellezza tout court. Per fare “fashion”, ad esempio, bisogna vivere all’interno della moda e essere almeno un po’ fashion-victim.

 

Tra i corsi proposti dell’accademia c’è anche quello di Digital Fashion make-up: un corso davvero insolito, ma sempre più necessario. Ce ne parli?

 

Il digital make-up è una opportunità fantastica anche se in Italia è ancora “per pochi”. Uno dei temi sui quali insisto durante i miei corsi è proprio lo studio del Photoshop: oggi è fondamentale conoscerlo sia per chi lavora nella fotografia, sia per chi lavora negli istituti di bellezza, perché le immagini di cui siamo circondati (giornali, pubblicità, ecc.) sono quasi tutte trattate in Photoshop, e mostrano effetti che si possono ottenere solo in digitale. Perciò chi non si adegua alle nuove tecnologie non è in grado né di capire quello che gli viene richiesto, né di dare risposte. Inoltre Photoshop è molto utile anche negli istituti per studiare soluzioni di trucco innovative, oppure il disegno delle sopracciglia, magari come fase preparatoria al trucco semi permanente. Nell’ambito della fotografia poi, consente di collaborare più da vicino col fotografo e accordarsi ad esempio su un certo modo di truccare, in funzione di una rielaborazione successiva. Oggigiorno eseguire un trucco in funzione della rielaborazione successiva è cosa normale. Inoltre è possibile eseguire maquillage veri e propri partendo dal viso pulito: gli strumenti del truccatore di oggi non sono solamente pennelli, matite e spugnette, ma anche il mouse o la tavoletta se preferisci...).

 

Altro corso sempre più diffuso è quello per il make-up delle pelli di colore, asiatiche e nere. Ci daresti qualche dettaglio?

 

Qui giochiamo in casa...  Alle bellezze “straniere” mi interesso fin da bambino. Fin da quando sentii mia zia dire di Lola Falana (ospite fissa con Mina della trasmissione televisiva Sabato Sera  del 1967, ndr): è bella, per essere una Nera! Io che la trovavo semplicemente bella iniziai a meditare. E ancora non ho finito. Già nel ‘76 dedicai un capitolo al trucco etnico – termine orrendo ma non ne trovo un altro - nel mio primo volume tecnico sul trucco e, tempo dopo, stilai il primo programma italiano su questo tema, dando vita a un corso ad hoc.

Questa esperienza mi ha regalato riconoscimenti e incarichi di prestigio come i corsi per Orientatori multietnici tenuti all’Università IULM di Milano, la conferenza al Festival della Scienza 2005 di Genova, all’università di Trieste, e, nel 2009, l’incarico di “far rivivere” nientemeno che la regina Nefertiti dalla statua di Berlino;  e ancora a Genova per “L’Africa delle meraviglie” nel 2011. Il fatto è che sul tema c’è talmente tanta mancanza di informazione da richiedere un corso dedicato, bello intenso. Ti basti pensare che molti immaginano che sia più facile truccare un’Orientale di un’Africana perché, colpiti dalla differenza cromatica della seconda, considerano il soggetto asiatico più simile a noi. Niente di più sbagliato, invece. Un soggetto di pelle nera, è sì, diverso nel colore, ma i piani del volto, grosso modo, coincidono con quelli europei. Quelli asiatici, invece, quasi mai: sono molto scarsi di rilievi, e la conformazione delle loro palpebre, talvolta, crea problemi di trucco difficilissimi e apparentemente insormontabili per una persona non esperta. Insomma un universo tutto da scoprire dove però c’è poca disponibilità a investe e tempo e danaro a causa del fatto che in Italia, a differenza di altri Paesi europei, l’immigrazione non ha ancora formato una borghesia medio alta da permettersi spese di tipo voluttuario. Bisogna dire però che, in particolare gli Africani spendono parecchio in cosmetici. E forse più gli uomini delle donne; ma sarebbe un discorso troppo lungo. In ogni modo ho un progetto: una giornata sul mondo della bellezza All Black dove io relazionerò gratis e i proventi andranno in beneficenza. Sto cercando marchi che sostengano l’iniziativa. Per cui ne approfitto per lanciare  un appello...

 

Quanto durano i corsi? Come vengono articolati? È possibile partecipare in base alle proprie esigenze professionali? (master, approfondimenti, etc?)

 

Come ti dicevo, noi cerchiamo sempre soluzioni per tutte le esigenze: chi lavora o arriva da lontano può seguire seminari intensivi di  5.6 giorni; chi non ha e non è troppo lontano da Milano si può iscrivere al corso del lunedì, giorno in cui, generalmente,  i saloni sono chiusi. Diversamente ci sono i corsi monografici del week-end oppure, per una formazione completa i cosiddetti Corsi annuali. Insomma ce n’è per tutti. Naturalmente, sulla base dell'esperienza molto positiva fatta in questi anni con Marco Manfredini, anche l'Accademia sarà “on the go”: per continuare a dar modo alle moltissime persone interessate ai Corsi di approfondimento o di formazione che non hanno la possibilità di spostarsi a Milano, di poterli fare in sedi più vicine alle loro zone di residenza grazie ad accordi con partner dotati di location specifiche, che stiamo attualmente implementando. 

E, un po' più in là, è prevista l'apertura di una seconda Sede....ma per ora ci fermiamo qui, non voglio anticipare troppo per non togliere gusto alle sorprese che, mi auguro, andranno incontro alle sempre più numerose richieste dei nostri allievi! Invito tutti a seguirci su Facebook e sul nostro sito www.accademiastefanoanselmo.com per essere sempre aggiornati sulle nostre novità! 

Location: Via Tortona 35, Milano

 

Segreteria Didattica 

(Milano e Roma): 

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Accademia Stefano Anselmo by GED srl