Beauty Correttivo e trucco giapponese

Beauty Correttivo: le correzioni si usano ancora?

Perchè il Beauty Correttivo non si usa più? Vediamolo insieme in questo articolo a cura di Stefano Anselmo!

Le correzioni non si usano più?!

Alcuni male informati affermano che il trucco beauty correttivo “non si usa più”. Come se il miglioramento del viso fosse sottoposto ai capricci della moda: ieri faceva tendenza essere più belli, oggi non più…

Le correzioni nel trucco beauty.
Scheda tecnica: Illustrazione tratta da: “IL TRUCCO per la SPOSA”, Stefano Anselmo, Meriwast Edizioni, Milano.  

Pur avendo mantenuto un aspetto non artefatto, il viso della signora raffigurata in queste immagini, è stato “aggiustato” negli otto punti descritti nel testo centrale.

Secondo alcuni moderni esperti di trucco beauty correttivo le correzioni del viso non vanno più fatte: “roba vecchia, sorpassata; oggi va esaltata la bellezza interiore; e poi il trucco deve essere rapido: 10 minuti e via…” Enunciato identico agli slogan di certi marchi che impongono ai dimostratori un appuntamento ogni quarto d’ora; vendita compresa. Per rispettare tempi così ristretti, devono lavorare per “sottrazione”. Cioè, niente studio del viso, niente correttore, spugnetta appena intinta nel fondotinta leggerissimo o meglio ancora trasparente “facendo finta di applicarlo per non macchiare” (letterale), una sporcata di ombretto e una a guance e a labbra. Annotazioni, queste, più volte raccontate da colleghi che hanno vissuto il problema in prima persona.

Proviamo a dire la verità!

“Levamece ‘sta maschera e dicimm ‘a verità” recita il testo di una bellissima canzone napoletana 1). Quelli BRAVI, le correzioni le fanno, eccome! Anche a Nicole Kidman, considerata una delle donne più belle dei nostri giorni, i truccatori aggiustano gli occhi troppo ravvicinati mediante un’appropriata correzione degli occhi e delle sopracciglia… Altrettanto possiamo dire delle palpebre troppo gonfie di Claudia Shiffer. L’elenco potrebbe essere infinito: da Sharon Stone alla nostra ex ministra Carfagna.

Nicole Kidman
Nicole Kidman e sotto Claudia Shiffer: anche i loro visi hanno bisogno di correzioni.
Claudia Schiffer
credits @ 18 Jun 1992, Paris, France — Top Model Claudia Schiffer — Image by © Richard Melloul/Sygma/CORBIS

Del resto, le correzioni ce le facciamo quotidianamente perché, anche scegliere la scriminatura a destra o a sinistra, è un atto estetico che implica una modifica della realtà. Non penso che i “puristi della naturalezza” si ispirino a San Giovanni Crisostomo o a Terulliano 2) che vedevano nelle arti cosmetiche la zampa del Diavolo o una sorta di propensione al meretricio. Del resto sociologi, antropologi ed etologi hanno largamente affermato che ognuno di noi si tra-veste (si pettina e si trucca) per dare agli altri una visone di sé più vicina a come vorremmo  apparire.

Una visione arretrata che trasuda ignoranza e superficialità

Chi sostiene che le correzioni non vadano fatte, soffre di una visone arretrata che trasuda ignoranza e superficialità, non raramente, unita a tecniche discutibili e disutili. Queste persone sono ferme alle scuole di trucco anni ’50 e ’60, quando si prescrivevano linee ascendenti da applicare indiscriminatamente su tutti i tipi di faccia. Il tentativo assurdo di avvicinare il contorno del viso alla forma ovale, all’epoca elevata a perfezione assoluta secondo il canone ellenico e quello neoclassico, costituiva un dogma indiscutibile, da perseguire rigorosamente. Ecco che tutte le facce venivano “lavorate” nel tentativo di avvicinarle il più possibile a questo ideale servendosi di modalità che oggi risultano anacronistiche e non hanno più alcun riscontro pratico

Beauty Correttivo: è la tecnica che si è modificata!

Nella nostra professione, in realtà è cambiato solamente il modo di applicare i cosmetici, oggi più complesso: un tempo le scuole di trucco insegnavano a stendere il correttore, a tracciare segni bianchi e marroni in corrispondenza delle ombre e dei punti luce; poi, sopra, ad applicarvi il fondotinta. Ne risultava un trucco beauty correttivo efficace ma artefatto. Soprattutto per un maquillage da apprezzare de visu.
Diversamente, ormai da decenni, il mio metodo, prevede di applicare direttamente il colore finale, DOVE, SE e QUANDO serve, schiarendo appena i punti da illuminare e scurendo, con altrettanto garbo, le zone da ombreggiare. Per il contorno degli occhi poi, prescrivo un solo cosmetico, che andrà sfumato o picchiettato a seconda se si desidera una correzione più o meno intensa.
In certi casi, e non raramente, creo dei “chiaroscuri preliminari” anche sugli occhi, servendomi di fondi o correttori applicati direttamente sulla pelle senza trucco. Poi fisso con cipria e ritocco con matite e ombretti. Ad esempio, per creare un punto luce sulla zona sovra orbitale, prediligo cosmetici in pasta (fondi o correttori, che talvolta sono poi la stessa cosa), lasciati senza cipria affinché risultino leggermente translucidi e quindi più gradevoli e naturali.
In altri non ombreggio nessuna parte della faccia: le ombreggiature non sono affatto obbligatorie e si usano solo quando servono.

La Sezione Aurea

Un tempo, la “Perfetta Bellezza” o beltà come si diceva, rispondeva a rigidi canoni codificati. Gli unici riferimenti, come dicevamo, erano quelli greci con tutto il portato della Sezione Aurea 3): una “pretesa superiorità estetica”, ripresa poi nel 1202 da Leonardo Fibonacci 4) col suo Liber Abbaci, libro col quale si diffonderanno in Europa i numeri arabi, semplificando le modalità di calcolo nelle operazioni quotidiane. Seguì nel 1509 il De divina proportione di Luca Pacioli. In realtà, entrambi non sono altro che studi matematici su figure geometriche tradotti poi sommariamente in canoni di bellezza, secondo le necessità del momento e della visione (rigorosamente maschilistica) degli autori degli stessi canoni.

Oggigiorno, pur senza disconoscerne la bellezza, non si ricerca più l’ovale perfetto (perfetto in base a quale criterio, viene subito da chiederci). Un viso con mandibole squadrate o zigomi volitivi, risulta ben più interessante di un ovale da Cameo ottocentesco. Allo stesso modo risultano anacronistici, insufficienti e inadatti gli schemi per inserire le sopracciglia. Non sbagliati in sé, ma utili unicamente se applicati a visi caucasici e molto regolari, aderenti, per l’appunto, al canone ellenico. Quindi, se a un viso con occhi leggermente ravvicinati o col naso più largo o più stretto di quanto prescriva il canone applichiamo questi schemi, i conti non tornano più e se ne ricavano suggerimenti sbagliati. Lo stesso dicasi se  li applichiamo sul viso di un’asiatica o una donna di origine africana.

La sezione aurea
La sezione aurea: il trucco beauty correttivo.

Gli schemi per inserire le sopracciglia risultano oggigiorno insufficienti. Non sbagliati in sé, ma utili unicamente su visi caucasici molto regolari, aderenti, per l’appunto, al canone ellenico. Inadatti, quindi al viso di un’asiatica o una donna di origine africana.

La sezione aurea
La sezione aurea.

Anche la classificazione del viso in forme geometriche: triangolare quadrata, ecc. viene  utilizzata in modo errato e inutile. E’ sotto gli occhi di tutti che le tipologie umane sono ben più numerose delle 5 forme indicate. E, per quanto esistano anche conformazioni facciali aderenti a queste forme codificate, esse servono semplicemente a catalogare e a codificare i punti di intervento e a capire, durante lo studio del viso, come e dove agire per allargare, piuttosto che stringere, allungare, oppure accorciare, eccettera.

La mia opinione in breve:

Penso che dietro alle affermazioni sulla vetustà delle metodiche correttive si nascondano le seguenti inadeguatezze:

  1. Disinformazione. Cioè non approfondiscono limitandosi a dare giudizi  superficiali, cosa che porta al non rendersi conto che i “vecchi” sono loro che immaginano che “gli altri” (quelli che correggono) lo facciano ancora come 30 anni fa.
  2. Superficialità e mancanza di informazione: non sanno che lo studio del comportamento umano annovera una folta sezione sulla comunicazione del corpo di cui un tema importante è proprio il continuo e inguaribile bisogno di modificarsi al fine di fornire un’immagine  di noi stessi diversa e  ritenuta migliore.
  3. Superficialità e mancanza di informazione: perché viene dato un giudizio superficiale senza approfondire, come se parlando di correzioni si intendesse smontare le facce altrui per ricomporle a piacimento.
  4.  Superficiale e grossolano errore nella valutazione: perché in pratica “le correzioni” non sono altro che delle aggiustature il cui scopo è rendere un po’ più gradevole l’insieme della faccia, senza stravolgerla.
  5. Superficiale e grossolano errore nella valutazione: perché ogni aggiustatura deve risultare plausibile e ben inserita nel contesto generale della faccia in questione, risultando, come dire, normale senza attirare in alcun modo l’attenzione.

Approfondimenti:
1-Dicitencello vuje: di Rodolfo Falvo (musica) ed Enzo Fusco (testo); 1930.
2- Tertulliano, San Giovanni Crisostomo: Padri della Chiesa e accaniti fustigatori delle vanità. Quinto Settimio Fiorente Tertulliano, (Cartagine, 155 circa – 230 circa) è stato uno scrittore romano e apologeta cristiano, fra i più celebri del suo tempo. San Giovanni Crisostomo (344- 407), è stato un arcivescovo e teologo bizantino. Fu il secondo Patriarca di Costantinopoli.
3- La sezione aurea: si è creduto che una qualsiasi opera d’arte (pittorica, scultorea e persino musicale) composta secondo i canoni definiti dal concetto di sezione aurea risulterebbe più piacevole a dal punto di vista estetico, perchè “l’occhio umano vedrebbe più bello ciò che è concepito secondo le proporzioni della sezione aurea“.
4- Fibonacci: nel 1202 Leonardo Fibonacci pubblica il suo Liber abaci, col quale si diffonderanno in Europa le cifre indo-arabe, semplificando le modalità di calcolo nelle operazioni quotidiane.