L’INTERPRETAZIONE DEL VISO

Trucco Beauty realizzato da un allievo del Master Avanzato, Graziano Senesi make-up artist.

Viviamo in una società che tende a privilegiare l’apparenza; il contenitore al contenuto.  E nel nostro mestiere che si impernia sulla capacità di fabbricare un’impressione che si sovrapponga alla realtà, il saper trovare una chiave per ricreare un’apparenza migliore, si rivela fondamentale.

Nel trucco di bellezza, almeno come lo intendo e lo insegno io, tutta l’attenzione deve essere rivolta alla ricerca di questa chiave giusta, indispensabile per “interpretare” il viso. Che l’abile truccatore deve scrutare, scandagliare, radiografare fino ad individuare quei punti e quelle caratteristiche che, intelligentemente elaborate, consentono di conseguire risultati di gradevolezza, caratterizzazione, accrescimento del grado di bellezza (o in mancanza di bellezza tout-court, di fascino).

Come fare?

Per chi ha capito le regole del gioco è facilissimo; Arabo preislamico per gli altri. Detto in due parole si tratta della vecchia tiritera che recita: ”valorizzare i punti di forza e minimizzare gli inestetismi”, metodo che oggi, da un lato è più che mai difficile da mettere in pratica in quanto i riferimenti canonici (ammesso che esistano ancora) si sono decuplicati; dall’altro, più facile perché, è aumentato il numero delle strategie da poter mettere in pratica. Insomma bisogna ragionare e agire con rigore assoluto muovendosi in uno spazio che è quasi senza regole e senza percorsi prestabiliti o indicati.

Sebbene oggi riviste e tutorial siano ridondanti di termini anglo-innovativi  come “contouring” “blushing” “strobing” “tontouring”, tecniche e metodiche non sono per nulla cambiate fin dai tempi del cinema in bianco e nero, quando i pionieri del Make-Up crearono le fondamenta del trucco moderno; ma di questo ne parleremo in un altro incontro, per ora vi basti sapere che già nel 1899 Ella Adelia Fletcher, nel suo “The woman beautiful” (W. M. Young & coNew York) aprì un capitolo nuovo nella storia del trucco introducendo il concetto di correzione del viso e proponendo interventi diversi a seconda delle caratteristiche morfologiche: “Prima di darsi il belletto bisogna tener conto delle fattezze del viso al fine di armonizzare le forme tra loro. Un naso eccezionalmente bianco taglia il viso in due parti, così è necessario un tocco di rosso sulle narici; se il viso è largo, un po’ di rosso alle parti diminuirà la sua prominenza.”

IL MAKE-UP OGGI

Agli allievi della mia Accademia di Milano, l’Accademia Stefano Anselmo, non mi stanco di ripetere che la maggior parte delle clienti, che si faranno truccare da loro, si aspettano di sentirsi dire “Come sei bella stasera!, e non “Che bel trucco che hai!” Questa affermazione segna una netta linea di separazione tra il modo dei media di proporre trucco e ciò che serve nella vita reale.

Eccovi quindi tre esempi di giovani donne su ognuna delle quali ho cercato una soluzione che le valorizzasse in base alle loro caratteristiche, eseguendo, in altre parole un trucco “ragionato”.

1

Alina Pintea: di lei notai subito i sopracciglioni neri 1) incorniciare gli occhi intensi e belli 2) che risaltavano  sulla pelle chiara 3).  Capii che le palpebre un po’ gonfie avrebbero retto bene un’ombreggiatura totale senza alcun punto luce sotto le sopracciglia; e Alina fu subito Liz (Taylor).

2

Silvia Mandarino:  venni subito sgradevolmente colpito da come le sopracciglia tatuate in una forma troppo geometrica, stridevano con la morbidezza dei suoi lineamenti 1). Gli occhi grandi e belli non necessitavano di alcuna bordatura e come correzione, giusto un po’ di  ombra per attenuare il gonfiore delle palpebre 2) l’ovale tondeggiante e morbido  3), mi portò subito alla mente alcune dive degli anni ’40: occhi poco truccati, sopracciglia inarcate e bocca rossa 4).

Per Silvia, dunque, optai per un look dolce, sofisticato e un po’ retrò.

3

Roberta Masia: mi colpirono la grinta e l’ironia che sprizzava dal suo sguardo. Decisi di accentuare quel non so che da maliarda fin de siéclee lavorare sulla linea delle sopracciglia, mantenendole slanciate e geometriche, seppur naturali 1). Non mi risparmiai sugli occhi che allungai verso le tempie (che Roberta ha un po’ troppo sviluppate), sfiorando l’esagerazione; ho giocato su colori freddi e complementari a quello degli occhi (altrettanto ho fatto con gli accessori: orecchini e collarino). Per mitigare le mandibole sfuggenti 3) decisi di modificare la forma delle labbra rendendole più importanti e, facendo di necessità virtù, le truccai di un bel rosso intenso non troppo lucido, che mi ha consentito di “barare” senza timore, rispetto alla forma naturale 4).

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